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sabato 29 ottobre 2011

Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso di Vincenzo Di Michele (Curiosando, 2011). Intervento di Nunzio Festa






















La boutade non è nuova. Per la prima volta, infatti, come più volte afferma lo stesso autore di “Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso”, Vincenzo Di Michele, fu una rivista e oltre quarant'anni fa a riportare che il duce in realtà a Campo Imperatore non fu in prigione ma in vacanza. Oggi, però, Di Michele commenta questo fatto (quei fatti?) incentrando la ricerca sulle testimonianze d'alcune persone che dicono d'esser state testimoni oculari di quel momento. Annullando il grosso errore di Vincenzo Di Michele che facendo addirittura eccesso di ridondanza ripete nel testo troppe volte due affermazioni fondanti: Mussolini sul Gran Sasso faceva quello che voleva e incontrava chi voleva, la liberazione di Mussolini a opera dei nazisti fu una pagliacciata e gli uomini di guardia non reagirono, grazie al lavoro di Vincenzo Di Michele leggiamo alcuni elementi che dovrebbero farcire rendere conto quanto da sempre l'italiano medio, tipo il carabiniere di guardia che poi passa alla Repubblica di Salò, sia disposto da sempre a vendersi. Eliminando, poi, altri due punti a sfavore del comunque interessante libro. Intanto l'opera è martoriata dalla presenza di virgole poggiate a caso nel testo. Ovvero l'utilizzo della punteggiatura da parte di Di Michele è quanto meno estroso. Poi il tono, e questo è un appunto che non va fatto soltanto all'autore dell'opera, tende a rappresentare il boia dell'Italia Benito Mussolini come un uomo dignitoso e già da rispettare, prima di farlo addirittura passare per vittima della Storia quando invece stiamo parlando appunto d'un carnefice. Però rivediamo in questo racconto d'un pezzo della storia italiana e italica di nuovo la fuga del re e di Badoglio, la loro ultima codardia. Che mai dovremmo dimenticare. Vincenzo Di Michele, quindi, fa bene a ritornare sui luoghi del delitto. Dove intanto gli occupanti tedeschi fecerono sceneggiate sbeffeggiando l'Italietta. Perché Mussolini fu dato a Hitler.

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